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Un atteggiamento di esistenzialismo ateo molto netto può essere colto, nel XIX secolo, in Giacomo Leopardi in numerosi passaggi dei suoi Canti. Il grande poeta di Recanati ha dichiarato in più occasioni il suo ateismo e nello stesso tempo ha tradotto in poesia le angoscia di un'umanità vita antropologicamente e filosoficamente fuori del tempo. Appare anche indubitabile che Leopardi abbia ripreso l'atteggiamento e gli stati d'animo che già erano stati di Lucrezio, alcuni temi, come il considerare una disgrazia l'esser venuti al mondo erano già del poeta latino.
Il tardo XIX secolo ha in Nietzsche un pensatore molto particolare e sfuggente alle categorizzazioni, ma comunque inscrivibile per alcuni aspetti nell'esistenzialismo ateo.
Nel XX secolo l'esistenzialismo ateo può essere riferito a Jean Paul Sartre e ad Albert Camus, posto dal primo in modo più specificamente filosofico e dal secondo in modo più letterario. Da parte di Sartre l'esistenzialismo ateo nasce attraverso un capovolgimento di quello di Heidegger, che è spiritualistico, in direzione materialistica.
Per quanto riguarda Camus il suo saggio più esistenzialistico può essere considerato Il mito di Sisifo, ma anche La morte felice, che lo precede, contiene numerosi aspetti esistenzialistici ed atei.
È specialmente Jean-Paul Sartre (1905-1980) a rappresentare l'ateismo nell'esistenzialismo, ma esso va visto in relazione non secondaria col marxismo . A parte L'essere e il nulla Sartre manifesta la sua filosofia spesso più nella drammaturgia che nell'opera filosofica in senso stretto. Il pensiero sartriano tuttavia è fondamentalmente espresso in L'essere e il nulla (1943).
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Differenziato rispetto a Sartre, almeno dal 1950, l'esistenzialismo ateo di Albert Camus è meno netto e soprattutto meno ideologico e intellettualistico. Egli alla fine del saggio Il mito di Sisifo precisa la sua negazione del divino, soppiantato dalla natura, o meglio dal rapporto uomo-natura:
| « Ma Sisifo insegna la fedeltà superiore che nega gli dèi e solleva i macigni. Anch'egli giudica che tutto sia bene. Questo universo, ormai senza padrone, non gli appare sterile né futile. Ogni granello di quella pietra, ogni bagliore minerale di quella montagna, ammantata di notte, formano, da soli, un mondo. » | |